Home La Collina di Cardina e la sua flora spontanea

 

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    ‘Poggio Cardina’

 
Con Brunate e col Baradello è uno dei colli più famigliari che attorniano la nostra Como, anzi, ancorché poco frequentato, diremo che è uno dei più sottomano, dei più vicini a noi, quello verso cui par incamminata più volentieri la marcia delle nostre case, nel rapiespandersi della città.
Tuttavia se è molto signorilmente popolato alla base, nella cima è ancora abbastanza puro e vergine e,grazie a Dio, quasi ignorato dalle turbe domenicali.
                                                                                Carlo Linati ( Passeggiate Lariane –1939 )
 
 
 Purtroppo,alcune distorsioni dello sviluppo urbanistico più recente hanno profondamente compromesso quest’area collinare: la sua estensione si è ridotta per l’aggressione delle edificazioni, le attività agricole e boschive sono scomparse, il sottobosco si è degradato, la scarsa cura, ha cancellato molti sentieri (un tempo asse di collegamento fra i quartieri), il piccolo abusivismo privatistico ha di fatto eliminato molti accessi al bosco.
 
Questi motivi hanno spinto la Società Ortofloricola Comense a collaborare all’iniziativa promossa nel 2000 dal Prof. Marco Riva, presidente della commissione informazione della circoscrizione 8 (nella quale ha sede anche l’associazione) al censimento botanico della vegetazione nonché alla realizzazione di iniziative atte a valorizzare il territorio, ai fini di una più efficace salvaguardia. Il CD
 
        “Cardina, una collina da conoscere”
 
ad esempio, testimonia la ricchezza di risorse ambientali, storiche, naturalistiche e paesaggistiche di questa zona che caratterizzano appunto il territorio della 8a Circoscrizione giacchè alle sue propaggini si sono strutturate le zone urbane che definiscono gli attuali quartieri di Tavernola, Sagnino, Ponte Chiasso e Monteolimpino ed ha lo scopo di attivare tra gli abitanti dei quartieri una sorveglianza attiva ed una rivisitazione“ antica”e”moderna” di questa zona.
Antica, perché percorrere a piedi alcuni degli itinerari proposti (oltre che ad una attività salutistica comunque raccomandabile) rappresenta assolvere un debito verso le nostre radici.
Moderna, perché proponiamo una rivisitazione intelligente delle risorse, fornendo cospicuo materiale documentaristico sull’ambiente naturale e sulla sua evoluzione storica.
Schede botaniche, proposte di itinerari a piedi,pieghevoli e la passeggiata annuale del 1° maggio attraverso il bosco, rappresentano infatti un valido supporto didattico alla conoscenza del territorio, come la riattivazione dei sentieri a cura del Gruppo Volontari di Tavernola.
                       
 Dal Notiziario Società Ortofloricola Comense (1- 2001)
 
 vedi sezione: la Flora

  

Cardina, una collina da conoscere
 
Relazione in occasione della presentazione del progetto in Comune
 
Oggi purtroppo si dà per scontato che il verde e il paesaggio siano beni da consumare non da conservare e rispettare.
Ecco perché la Società Ortofloricola Comense, istituzionalmente impegnata nella difesa del patrimonio naturalistico e paesaggistico, ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa del prof. Riva e della sua commissione volta a far conoscere questo colle aprico, per farlo meglio apprezzare e difendere.
E di essere difeso ne ha bisogno perché, attualmente pur conservando le caratteristiche geomorfologiche di luogo ameno e tranquillo, rivela aspetti di incuria e abusivismo da non sottovalutare.
Non è certamente più quel “Poggio Cardina” tanto amabilmente descritto nel 1939 dal poeta comasco Carlo Linati! Perché?
Perché oggi il singolo sempre più attento alla difesa del bene personale, trascura quello comune.
Un esempio: Domenica scorsa, percorrendo un sentiero della zona, mi sono trovata in difficoltà perché il proprietario di una villa confinante aveva potato accuratamente le sue piante d’ alto fusto, abbandonando a terra i rami lungo il percorso pedonale.
Quindi, oltre l’abusivismo edilizio è opportuno combattere la mancanza di senso civico verso un bene ricevuto in dote, non conquistato.
Ruolo della nostra Associazione in questa occasione vuole essere quello di contribuire a sensibilizzare Enti, Istituzioni e cittadini perché si adoperino con iniziative diverse e interventi tempestivi a contenere il degrado di questo prezioso polmone verde della città.
·        Un appello particolare agli insegnanti perché, nell’ambito delle attività curricolari, favoriscano la conoscenza e il giusto apprezzamento del contesto naturalistico nel quale i ragazzi vivono, frutto anche della mano dell’uomo.
·        Altro contributo importante lo chiediamo alla stampa e ai media perché propongano più frequentemente informazione “verde”.
·        Alle Istituzioni infine, la viva sollecitazione a far sentire la propria voce "operativamente" in difesa del territorio.
 
 Luisella Monti - 2001
 
   

 

Cardina e il laghetto
 
La collina di Cardina si eleva fino a 455 metri (la quota del Lario è di198 mt. ) e gode di una posizione panoramica su Como, sul lago e su Chiasso.Una parte della collina è stata oggetto di sfrenata urbanizzazione, ma la parte centrale conserva ancora valori ambientali di grande importanza. I suoi boschi ed i suoi prati custodiscono un particolare fenomeno carsico: nella struttura rocciosa, costituita dal calcare grigio del Sinemuiano ( Giurassico) ricco di noduli di selce nera e noto con il nome locale di Sasso di Moltrasio, è presente una depressione ovoidale, a fondo piatto con due depressioni minori.Si tratta di una grande dolina con le caratteristiche dei “polje” frequenti nel Carso Dinarico ( Trieste,Istria, Dalmazia): nei periodi di intensa pioggia tutta la conca viene allagata. L’acqua è poi lentamente assorbita dal sottosuolo carsico conservandosi però nelle due depressioni minori o, più spesso, solo nella più grande. Quest’ultima può inaridirsi completamente solo in casi rari.
Questo stagno ospita una fauna interessante;in particolare,fra gli anfibi, è presente una colonia di tritone comune costituita da individui di grandi dimensioni.
Sono presenti ancora il tritone crestato, la rana dalmatica e la raganella.
Sempre nelle sue acque stata trovata una densa popolazione di un crostaceo copepode che è stato oggetto di uno specifico studio da parte dell’Istituto Italiano di idrobiologia di Pallanza per la sua rarità ( è una specie ungherese giunta qui probabilmente veicolata con dell’argilla appiccicata alle zampine di un uccello migratore). Questi particolari hanno indotto a suggerire che la parte non urbanizzata della collina di Cardina possa essere inserita nel Parco della Spina Verde. 
 
 Aronne Bianchi - 2002
 
 

 

Cardina: un ambiente prezioso ancora recuperabile
 
 
Già Carlo Linati, nel suo volume “Passeggiata Lariane”, parla con toni lusinghieri del colle di Cardina, affermando che, se anche “signorilmente popolato alla base, nella cima è ancora abbastanza puro e vergine”.
Queste parole dette a suo tempo, sono ancora attuali, non solo per la parte alta del rilievo che si affaccia sul lago, ma anche per le aree esposte verso sud-ovest, che guardano verso Brunate e Torno. Recentemente, aderendo all’appello della Società Ortofloricola Comense circa l’esigenza di tutela del sito,l’Associazione di volontari “Circolo Culturale Tavernolese” ha iniziato un’opera di recupero, ripristinando il sentiero che da Tavernola porta su, fino alle case di Cardina. Ciò che si vuole mettere in evidenza in queste brevi considerazioni è l’importanza dal lato naturalistico dell’ambiente che il sentiero attraversa. Infatti non è esagerato affermare che lì ancora sopravvive un bosco intatto, meritevole di attenzione da parte degli organi predisposti alla tutela dell’ambiente. Non si vuole usare un linguaggio da tecnici, ma almeno si può asserire che sul colle di Cardina sopravvive ancora un bosco mesofilo pluristratificato, caratterizzato da tutte le essenze tipiche dei vari strati del bosco, con minime contaminazioni, rappresentate prevalentemente da piante sfuggite ai giardini vicini e naturalizzate. Si incontrano pregevoli esemplari di alto fusto, che costituiscono la parte più monumentale del bosco.
Lo strato intermedio dello stesso è caratterizzato da specie igrofile e termofile in cospicuo numero e ampia varietà: si vuole qui accennare alla presenza di elementi tipici dei boschi di forra, rappresentati da tassi ed agrifogli, piante che vegetano in numero significativo solo in alcune aree della nostra provincia, soprattutto dove il clima non è caratterizzato da notevoli escursioni termiche, come nelle valli attorno al Lario che, con la sua massa d’acqua, mitiga il clima. Infine si ricorda la ricchezza dello strato erbaceo, dove in primavera si osservano numerose fioriture, non essendo stato ancora conquistato da piante infestanti come i rovi, che ne soffocherebbero la crescita. Si evidenzia inoltre la ricca florula ospitata dai muretti a secco di Cardina, meritevole di ammirazione. Si aggiungano anche agli ambienti descritti, i prati e soprattutto il laghetto posto in cima alla collina dove la vegetazione si esprime in associazioni vegetazionali complesse, da approfondire con studi adeguati.
Questo è stato detto perché si vuole sensibilizzare la popolazione e le autorità competenti, affinchè prendano in considerazione la collina di Cardina, come ambiente meritevole di provvedimenti che possano portare alla sua protezione, fino all’inserimento nel Parco Regionale Spina Verde, per favorirne la tutela, approfondirne la conoscenza botanico- naturalistica e per offrire l’opportunità di salutari escursioni prossime alla città, in un contesto distensivo ricco di scorci panoramici di particolare suggestione.
 
  dott. Pietro Testori  - 2004
  
 
 
   
 La collina di Cardina rimane ancora oggi un prezioso polmone verde all’interno dei quartieri dell’ottava circoscrizione un tempo esclusivo luogo di villeggiatura di nobili e scrittori amanti del paesaggio e della tranquillità.

 

 
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 Dosso Pisani
 
 
 
 
 
Oltre ai nuclei abitativi, oggi numerosi, ricordiamo le costruzioni di notevole rilievo storico e architettonico.
  • Castel Carnasino che dà il nome alla località (Carnasino). Fortezza cinquecentesca, sormontata da una torre,probabilmente di origine medioevale. Pare sia stata una vedetta con il Baradello e Lora , per la sorveglianza degli accessi che portavano alla città. Attualmente di proprietà dei nobili Torriani è in buono stato di conservazione.
  •  Dosso Pisani, elegante palazzo sagomato e squadrato voluto da Carlo Dossi, illustre esponente della scapigliatura milanese come ultima dimora situata al culmine del colle che domina la città e il lago, ben visibile anche dal piazzale del nostro Pensionato.
  • Villa Splinder a ricordo di Felice Splinder sottotenente del 156° Regg. Fanteria, morto per la patria italiana il 18 agosto 1915 nelle trincee del Carso.
  • Villa Sassi , rosea fra il verde, domina da un lato della piazzetta la frazione di Cardina con la sua caratteristica chiesina.
  • Cascina Mirabello: un angolo di mondo che si è fermato all’800 e domina incontrastato un’ampia corona di monti.
  • Ul“Crott del Lùff”oggi noto ristorante rusico-raffinato, un tempo caratteristico crotto con gioco delle bocce, frequentato dai locali come meta di passeggiate domenicali,per la frescura estiva.
  • Villa Ravasi : signorile residenza diGuido Ravasi,celebre industriale della seta e mecenate dell'arte, le cui memorie sono raccontate nel suo libro "Sotto il faggio rosso di Cardina" (ed. Cavalleri, 1944 - Como), che aveva fatto della sua "Villa Ravasi", un luogo di incontri tra letterati ed artisti. Giardino progettato dal paesaggista Pietro Porcinai.
  • Resti di trincee della linea Cadorna ( guerra 1.915-1918)
  • Villa Rossi in località Mognano (un tempo di proprietà della nobile famiglia Rossi più nota per la fabbrica dei trenini Riva-Rossi) oggi lussuoso condominio.
  • Il Castello dei conti Reina in località Quarcino: una piccola cittadella fortificata con la chiesina romanica e due archi di accesso merlati, attualmente ristrutturata ad uso abitazioni private
  • Villa Sforni a lago, in località Tavernola, oggi residenza condominiale, il cui parco con pregevole serra è stato a suo tempo frazionato per la costruzione di numerose ville.
 
 
 
 
 

 

 
ORTICOLARIO 2018

5- 6 -7 Ottobre  2018

Temi: La SALVIA e IL GIOCO

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